Allo specchio

Allo specchio

 

 

Lo psicoterapeuta, attraverso tecniche di rispecchiamento, può fungere da specchio nel quale riflettersi, per guardarsi, conoscersi o riconoscersi.

Lo specchio, quello vero, può essere un ottimo strumento per l’autoterapia.

 

C’è chi si guarda molte volte allo specchio nell’arco della giornata, chi non può uscire di casa senza averlo fatto, chi ha il terrore di vedere la propria immagine riflessa. Credetemi, guardarsi allo specchio, può essere un esercizio non banale; quando si tratta della nostra psiche, spesso l’ovvio è difficile da esplorare.

Quando propongo questo esperimento in terapia, guardarsi allo specchio e cominciare a vedersi, ad ascoltare quello che succede e a descriverlo, si crea sempre un certo imbarazzo, preludio al contatto con verità profonde; avvengono fenomeni importanti per lo svolgimento del proprio percorso personale.

Guardarsi allo specchio può essere l’occasione per uno sguardo profondo sul “sé” oppure può permettervi di esplicitare idee e pregiudizi su di voi, che magari non vi appartengono, di scoprire quanto il vostro ideale del “sé” si discosti da quello reale, spesso si rivelano diverse parti in gioco, in un’unica immagine riflessa.

Darò qui una traccia per l’esperienza di guardarsi allo specchio e vedersi; una volta dentro all’esperienza, lasciatevi andare e le cose verranno da sé. Se non riuscite ai primi tentativi, non desistete, come si fa quando si vuole cogliere l’essenza di un quadro, e si aspetta il momento in cui si è pronti per farlo. Possono cominciare a schiudersi piccoli spiragli sulla vostra emotività, porte d’accesso alla conoscenza profonda di voi e del momento che vivete.

Prendetevi 10 minuti, in cui non verrete disturbati.
Preparatevi ad entrare in contatto con la vostra immagine riflessa allo specchio.
Potete specchiarvi così come siete in quel momento, oppure decidere di farlo mostrandovi in un modo particolare, da voi scelto, che sentite possa essere significativo per l’esperienza: nudi, in una particolare posizione, con una particolare espressione, quando siete tristi o state piangendo, quando siete particolarmente felici.

Come vi vedete?

Come vi sentite nel vedervi?

Siete voi? Vi ritrovate nell’immagine che vedete? C’è qualcosa di strano? Di nuovo?

Ponetevi delle domande a partire da ciò che vedete, con la curiosità che avreste nel guardare qualcuno per la prima volta.
Abbiate anche uno sguardo di cura verso di voi, cosa non va? Di cosa potreste prendervi cura? Quali consigli potete darvi?

Vi volete bene? Avete stima di voi?

Che impressione avete di voi stessi qui ed ora?

Quali parti di voi vi piacciono, quali detestate?

Ricordate qualcuno che conoscete?

Lo sguardo che ponete su di voi e le impressioni che ne traete ricordano lo sguardo di qualcun altro, così come lui vi guarda?

Concedetevi anche il silenzio nell’osservarvi. Lo stare con voi, mentre vi guardate, e basta.
Guardatevi e vivete cosa significa, con consapevolezza.