Autobiografia

 

Uno strumento molto utile per l’autoanalisi è certamente scrivere.

Lo scrivere presuppone un interlocutore, reale o immaginario che sia.
Questo interlocutore diventa l’elemento dialogico, che in una psicoterapia è rappresentato dal terapeuta, che favorisce l’espressione e la comprensione di se stessi.

 

Raccontare me stesso a un altro permette di:

  • guardarmi con attenzione,
  • esprimere le mie emozioni,
  • descrivere le mie dinamiche relazionali,
  • comunicare ciò che mi sta più a cuore di me stesso e della mia storia.

Rileggere ciò che ho scritto, nel tempo, mi permette di:

  • dare spazio alla mia dimensione di autoanalisi e osservazione,
  • rilevare le sfumature, i blocchi e i cambiamenti del mio processo di crescita,
  • cogliere a che punto sono della mia vita e individuare dove voglio andare.

Una particolare forma di scrittura è il racconto della propria vita, che permette di accostarsi dolcemente e secondo il nostro desiderio a quello che siamo e come lo siamo diventati.

Una porta di accesso potente a ricordi ed emozioni.
Che puoi aprire quando vuoi e quando ne senti il bisogno.
Un appuntamento speciale con te stesso.

Per riprendere il filo del tuo percorso perso nella frenesia degli impegni quotidiani e nella velocità degli accadimenti umani.

Darò qui una traccia indicativa, vuol essere un piccolo aiuto, che lascia ad ognuno la propria libertà di svolgimento, secondo un suo movimento naturale e spontaneo, da assecondare, molto semplicemente.

Nel racconto della propria storia ripercorrere le tappe fondamentali dello sviluppo umano: nascita, infanzia, adolescenza, prima, seconda e terza adultità, a seconda della propria età, prestando attenzione ai ricordi relativi ai propri genitori, fratelli, nonni e a tutte le figure significative della propria vita, agli episodi salienti nella formazione della propria persona e del proprio carattere, difese, ferite e momenti dolorosi. Descrivere passaggi importanti nella propria crescita ed individuazione come possono essere l’uscita dalla casa dei genitori, la nascita di un figlio, ecc.

Descrivere episodi significativi relativamente allo sviluppo delle proprie dinamiche relazionali come episodi relativi al periodo scolastico, o alle esperienze lavorative.

Soffermarsi su quello che ci ha interessato, o ci ha motivato nella nostra vita, scelte, decisioni, momenti di cambiamento.

Mentre si scrive, cercare di entrare in contatto profondo con i ricordi, lasciando emergere immagini, suoni, emozioni, in una posizione di accoglimento e non-giudizio, descrivere quello che c’è, senza perdersi in astrazioni o interpretazioni relative a ciò che è accaduto. Descrivete semplicemente i fatti.

Al termine di questa autobiografia, che leggerete e rileggerete secondo il vostro bisogno e tempo individuale, provate ad individuare quali possibili collegamenti tra ciò che è stato e ciò che è qui ed ora nella nostra vita,  aree di vicinanza o diversità, circolarità e ripresentarsi di situazioni o stati emotivi. Non in un’ottica di giudizio e individuazione delle cause, bensì di osservazione e conoscenza del vostro svolgimento nel tempo e del vostro funzionamento, delle aree non risolte e criticità a cui vorreste prestare la vostra attenzione e apportare cambiamenti. Bisogni non soddisfatti, motivazioni da sempre presenti, obbiettivi ancora da raggiungere. E soprattutto cercate di scoprire chi siete. Rileggendo la vostra storia, sapreste dirlo? Cosa vi caratterizza? Qual è o sono le vostre passioni dominanti, qual è il vostro modo di ragionare e interpretare la realtà? Quale equilibrio fra voi e il vostro ambiente? Quale interazione? Siete maggiormente rivolti al vostro interno o all’esterno? Dove e quali sono i vostri riferimenti? In quale fase della vostra vita vi trovate? Quali sono i passaggi che dovete compiere per progredire nel vostro cammino di crescita?