Consulenza e valutazione psicologica

 

 

Come psicologa libera professionista effettuo consulenza e valutazione psicologica.

In pratica, chiunque si trovi in una condizione di disagio e sofferenza psicologica, si rivolge a me per avere un parere e una valutazione diagnostica in merito al suo stato, indicazioni riguardo ad un eventuale percorso di cura.

Disagio e sofferenza psicologica, ad esempio, si traducono in:

  • mente confusa o affollata da molti pensieri, tanto da creare blocco nelle normali azioni di vita quotidiana, o nel prendere decisioni;
  • emotività alterata, per intensità e qualità, cioè, per esempio, provare per la maggior parte del tempo durante la giornata e da molto tempo emozioni negative, o sempre la stessa emozione, o vivere emozioni ad un livello di intensità tale da non riuscire a gestirle e da creare malessere, stanchezza, ansia e angoscia;
  • compromissione nelle principali aree del funzionamento vitale: salute (sonno, alimentazione, sessualità e piacere sessuale, sistema immunitario), relazioni, lavoro, interessi personali;
  • frequenza di disturbi per cui si siano effettuati gli accertamenti medici del caso che rimandano ad una loro origine psicologica;
  • esaurimento ed indebolimento psichico dovuto a situazioni stressanti (ad esempio lutto, trauma, mobbing, familiare gravemente ammalato, divorzio, ecc.), tanto da non riuscire da soli ad elaborarle e gestirle.

Una valutazione può richiedere, a seconda dei casi, da uno a quattro colloqui di consultazione.

Non faccio categorizzazioni né classificazioni.
Semplicemente, un buon inquadramento diagnostico è la base di partenza per impostare, se è il caso, un lavoro di presa di coscienza da parte del paziente stesso del proprio stato e di quello che esprime di se stesso, cosicché possa iniziare a farsene carico e a prendersi cura di se stesso.

Andare da uno psicologo e richiedere una consulenza e valutazione psicologica può rappresentare un primo passo per ammettere di avere bisogno di aiuto.

Questo permette poi di riceverlo per uscire dalla situazione di difficoltà.

Altre volte, invece, significa ottenere la rassicurazione di non avere un “problema grave”, come si temeva, e che tutto sommato la propria situazione rientra in una “normalità”.

Spesso c’è molta confusione nella comunicazione sui media e nei luoghi sociali nell’uso di termini psicologici e su cosa siano i disturbi psichici, a volte si danno facilmente etichette spiacevoli a difficoltà affrontabili; un esperto del campo può innanzitutto aiutare a fare chiarezza e a comprendere che spesso le nostre reazioni agli eventi sono all’interno di un “range” di normalità per frequenza e tipologia, che bisogna solo avere un po’ più di fiducia nelle nostre possibilità di ripresa.

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