L’uovo e il pulcino

C’era una volta un pulcino, così piccolo che era ancora chiuso nell’uovo. Era un pulcino del XX° secolo, dotato di una visione scientifica del mondo, voleva sapere tutto di tutto…
Si guardava crescere con grande interesse, studiava il suo corpo che si andava formando. Vide che gli stavano spuntando le ali, e che le zampe si allungavano, anche la testa aumentava di dimensione! Ma quello che soprattutto lo riempiva di stupore era l’Universo! La sua immensità lo stordiva! Eppure lui lo occupava tutto! Quindi anche lui era immenso! Infatti, ne toccava l’ultimo orizzonte. Era un pensiero che lo turbava. Guardò a sinistra, e poi a destra, di fronte a sé e alle spalle, guardò in su e poi giù! E guardando in giù si avvide che, sebbene non avesse neppure ancora finito di crescere, le sue zampe stavano già diventando rugose … Stava cominciando a invecchiare! – Terribile!- pensò. Cominciò allora a studiare l’Universo con ardore ancor maggiore, poiché aveva deciso di dedicare alla scienza tutta la vita. Fra tutti i fenomeni che gli avveniva di osservare, il più impressionante era il fenomeno “muuhh”. Dopo attente osservazioni, si rese conto che, quando il fenomeno avveniva, l’Universo intero vibrava. Si sentiva un suono profondo e sembrava quasi che la luce brillasse più viva nell’intero Universo, mentre la temperatura si abbassava. E il pulcino si spremeva il cervello, cercando di capire la causa dell’effetto, e l’effetto della causa … E pensava e pensava e pensava …
Era infatti certo che se avesse pensato e scritto abbastanza sull’argomento, non solo avrebbe ottenuto una laurea in scienze, ma di certo avrebbe ricevuto il premio Nobel! Non si trattava mica di faccende da niente, si trattava di una ricerca fondamentale sulla fisica dell’Universo, una questione scottante! Un bel giorno, era profondamente immerso nei suoi studi, quando improvvisamente si rese conto che, mentre era occupato a pensare, quasi dimentico di sé e della propria vita, tutto il cibo contenuto nell’Universo si era volatilizzato, dai suoi piedi fino all’orizzonte, niente più cibo, niente fino all’estremo limite dell’Universo! – Eccomi qui, al punto cruciale della mia tesi, a un passo, si può dire, dal premio Nobel, e non solo sto invecchiando, mentre sono appena nato, ma dal mio Universo è sparita ogni briciola di cibo! Che disastro! Morirò! Che ne sarà di tutti i miei studi e del premio Nobel?-. E nel profondo di sé sentì che la sua ora era venuta, e gli rimaneva una sola cosa da fare, doveva andare all’assalto dell’Universo! Non che la cosa gli piacesse, neanche un po’. Per tre giorni e tre notti continuò a rimuginare l’idea. Ma non c’era via di scampo, la sua ora era venuta, la sua fine, la morte! E così dapprima con esitazione, poi coraggiosamente, il pulcino partì alla carica! E tutt’a un tratto l’Universo esplose, e il nostro eroe si trovò nello spazio esterno. Così stupito da non credere ai propri occhi, dappertutto c’era una luce limpida, e tanti fiori meravigliosi, e alberi, gli uccellini volavano, spirava una brezza leggera, il sole brillava alto e dappertutto chicchi di grano. Poi volse intorno lo sguardo e rise come solo un pulcino può ridere! In un angolo della fattoria, vide una mucca, e quando muggiva, con quel terribile “muuhh”, che aveva fatto tremare l’Universo, mamma chioccia sapeva che era arrivata l’ora di colazione, lasciava la covata e andava  a becchettare il suo grano. E mentre la mamma non lo copriva, l’Universo della covata riceveva più luce, e la temperatura si faceva subito più fresca. E mentre gli si chiarivano queste grandi verità, la vita cominciò a sembrargli assai più semplice. Guardò le altre uova che ancora gli stavano intorno, e non poté fare a meno di ridere. – Staranno scervellandosi anche loro sui misteri dell’Universo, e magari sul famoso fenomeno “muuhh”, e saranno così seriosi, mentre ancora non capiscono niente! Se solo sapessero! -. Aveva il cuore pieno di affetto per i fratellini, come fare a dire loro la verità? Impossibile! Devono prima uscire dal guscio! Ma non appena mamma chioccia si allontanava un attimo dalla covata, il pulcino si rivolgeva pieno di amore alle uova, cercando di comunicare con loro, per aiutare i fratellini a fare in fretta ad uscire dal guscio e tuffarsi nella luce!

Tratto da “Il cammino della felicità”, Bernard Benson, traduzione di Gina Urzì, Edizioni Gruppo Abele, 1985.