Quaderno dei sogni

 

Nel processo di autoanalisi e autocura, non dobbiamo dimenticare una parte importante della nostra vita che si svolge durante il sonno: il fenomeno onirico.

 

Il sogno, attraverso le culture, è stato oggetto di interesse e di studio; è un fenomeno che fa parte dell’uomo, ma che l’uomo, ancora oggi, non riesce completamente a comprendere e a spiegare, almeno da un punto di vista scientifico e attraverso le facoltà razionali della veglia.

Ci sono diversi approcci teorici che lo utilizzano all’interno di una visione di conoscenza di sé e di cura per l’uomo, che lo individuano come strumento per indagare l’animo umano e il suo apparato psichico.

Io, per gli studi fatti e l’esperienza maturata nell’analizzare i miei sogni e quelli dei miei pazienti, abbraccio l’ipotesi che il sogno sia portatore di un messaggio esistenziale per chi lo fa, che può essere compreso non attraverso una riflessione su di esso o una interpretazione, ma attraverso “l’esperienza diretta del contenuto del sogno,.. lasciare che l’esperienza parli da sè, invece di pensare ad essa: entrare nel sogno piuttosto che portarlo alla mente” (Atteggiamento e prassi della terapia gestaltica, Claudio Naranjo, Melusina editrice, pag.103).

Il metodo che utilizzo in terapia, la drammatizzazione dei sogni, permette questo tipo di esperienza, ma esiste un lavoro personale che ognuno di noi può fare con i suoi sogni, che può portare alla luce elementi utili per l’autoanalisi e l’autoterapia.

Studi scientifici basati sugli elettroencefalogrammi hanno dimostrato che tutti sognamo; diversa è la capacità di ricordare i sogni, questa può essere incrementata ed allenata, come qualsiasi altra capacità dell’essere umano.

Il primo passo per ricordare i sogni è credere nella loro utilità per la propria vita e la comprensione di se stessi.

Il secondo è focalizzarsi sulla precisa volontà di ricordare il sogno prima di addormentarsi.

La costruzione di questa volontà può essere aiutata anche dallo svolgere attività e comportamenti che la dimostrino nei fatti.

Avere un “Quaderno dei sogni” ne è un esempio.

Il “Quaderno dei sogni” è un quaderno scelto per annotare i propri sogni.

Al risveglio da un sogno, occorre prendersi un po’ di tempo per sé, non avere fretta di alzarsi, riservarsi qualche momento per annotare quello che vi ricordate del sogno fatto. Può essere la descrizione di una immagine, di un suono, di una situazione, annotate semplicemente quello che c’è, senza aggiungere passaggi logici o spiegazioni tipiche del pensiero durante lo stato di veglia. Vedrete che man mano che scriverete, la capacità di ricordare aumenterà, e le vostre descrizioni saranno più dettagliate, senza fretta, in un processo naturale di progressivo allenamento.

All’inizio può costare fatica, poi può diventare una piacevole abitudine, che accompagna il passaggio dal riposo alle attività della giornata.

Mantenere la posizione del corpo al risveglio, tenersi agganciati all’ultimo frammento del sogno, anche emotivamente, e da esso cercare di ripercorrere il filo all’inverso, risulta essere una pratica fondamentale per ricordare il sogno.

Può accadere che al risveglio non ricordiamo di avere sognato, e che più in là, durante la giornata, qualche flash del sogno faccia irruzione nella nostra vita di veglia. Anche in quel caso, è utile fermarsi, lasciarsi agganciare da questo frammento e ripercorrere lentamente e con tenacia il filo: a un frammento ne è legato un altro, e così via.

Può accadere di svegliarsi da un sogno nel cuore della notte.

In questi casi, se abbiamo problemi di riaddormentamento o difficoltà nel sonno, è meglio non trascrivere, e dare più importanza al proseguimento del sonno. Se lo si ricorderà al risveglio al mattino bene, altrimenti pazienza, ci saranno altre occasioni. Un messaggio per noi, non si arrende ai primi tentativi, e continua a bussare alle porte della nostra coscienza.

È opportuno mantenere, anche in questo caso come per qualsiasi strumento nell’autoterapia, un atteggiamento non troppo volitivo o coercitivo, rispetto al comprendere, raggiungere risultati o cambiamenti, e stare con quello che c’è, fiduciosi che il nostro funzionamento è naturalmente sano e porta in un modo o nell’altro al proprio equilibrio.

Se però sapete che potrete riaddormentarvi con facilità, o potete rinunciare a qualche ora del vostro sonno perché per voi ne vale la pena, e non avete disturbi del sonno, allora anche in questo caso scrivete, anche solo delle parole chiave che vi aiutino poi al mattino a trascrivere per intero il vostro sogno.

È importante annotare non solamente i fatti, i personaggi relativi al sogno, ma anche le vostre emozioni durante il sogno, l’avvicendarsi delle situazioni e il vostro stato emotivo al risveglio.

Ponetevi sempre la domanda fondamentale: cosa vuol dire per me questo sogno, nel qui ed ora della mia vita?

E poi: si riferisce al passato, al presente, al futuro?

Diventerete consapevoli e piano piano esperti del vostro linguaggio nel sogno, certi elementi o personaggi sono indicatori di un tempo passato, altri del presente, altri vi proiettano nel futuro.

E ancora: è un sogno piacevole, spiacevole, significa qualcosa per me?

Si riferisce al mio mondo immaginale, alla mia realtà presente, al mio stato fisico o emotivo?

Riflette paure, desideri, bisogni?

Cosa a che fare con la mia fase di vita?

È un sogno ricorrente? Cioè ricorre sempre quando nella mia vita c’è una precisa situazione da risolvere o sbloccare?

Cercate di scoprire da voi stessi i simboli usati nel sogno, alcuni sono assolutamente personali, altri riflettono la cultura sociale e familiare nella quale siete cresciuti.

Sognando e scrivendo, leggendo e rileggendo i vostri sogni imparerete a decifrare il loro codice, apparentemente misterioso.


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