Ipnosi

L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza, un fenomeno naturale e spontaneo, paragonabile a quello che la mente assume nell’addormentamento o nel risveglio, o in quei momenti di riposo durante quelle fasi definite di “normale trance quotidiana”, quando, cioè, compiamo gesti abituali e automatici, detti anche inconsci ( per esempio quando stiamo guidando in auto, percorrendo lo stesso quotidiano percorso per tornare a casa dal lavoro, ed arriviamo a casa ma non ricordiamo di aver preso questa o quell’altra strada, di esserci fermati allo stop, ecc. ma lo abbiamo fatto). In questa fase il cervello riduce la sua attività cosciente, razionale e attiva le aree inconsce, emozionali.

L’ ipnosi ha la possibilità di attivare le aree cerebrali analogiche e le sue specializzazioni, e contemporaneamente di abbassare l’attività dell’emisfero dominante. In questa posizione mentale l’individuo attinge al suo inconscio che, secondo il modello teorico neo-ericksoniano a cui mi riferisco, è quel magazzino dove sono conservate tutte le sue capacità, potenzialità e risorse.

Mediante l’ipnosi, posso aiutare il cliente ad attingere a questo magazzino e ad utilizzarne le risorse per la risoluzione dei problemi per cui mi chiede aiuto.

L’ipnosi è utilizzata in medicina, psicologia, psichiatria, per alleviare il dolore, aiutare le persone che vogliono smettere di fumare, per il trattamento di disturbi psicosomatici, alimentari, fobie, per la preparazione al parto, ma anche semplicemente per la realizzazione di cambiamenti di vita importanti o per ricordare qualcosa che si crede dimenticato. Più in generale permette di fronteggiare l’ansia e mantenere il controllo in situazioni stressanti di vita, di migliorare le proprie prestazioni psichiche ed intellettive.

Uno studio pubblicato da alcuni ricercatori delle università di Standford, Northwestern e Palo Alto (2016), ha mostrato come alcune aree del cervello funzionano in maniera diversa durante l’ipnosi rispetto al normale stato di coscienza. La ricerca è stata condotta utilizzando la Risonanza Magnetica Funzionale (RMF), un metodo di scanning che misura il flusso sanguigno nel cervello. È stato così evidenziato un cambiamento nell’attività cerebrale in aree coinvolte con la focalizzazione dell’attenzione, con il monitoraggio e controllo del funzionamento dell’organismo, e, infine, con il riconoscimento e la valutazione dell’ambiente interno ed esterno.

I ricercatori hanno testato più di 500 potenziali partecipanti per la suscettibilità all’ipnosi e in seguito hanno comparato l’attività cerebrale in 36 soggetti risultati particolarmente sensibili all’ipnosi e 21 che avevano mostrato una bassa suscettibilità.

Il Dottor David Spiegel, professore di psichiatria e scienze comportamentali a Standford, che ha studiato l’efficacia dell’ipnosi, ha affermato “Credo che abbiamo trovato delle prove pressoché definitive che il cervello di una persona sotto ipnosi lavora in maniera differente”. Questo avvalora l’ipotesi che l’ipnosi possa essere un efficace strumento per aiutare l’individuo a guardare ed affrontare il suo problema da una prospettiva nuova.